Internet inquina: 7 consigli per aiutare il pianeta


Purtroppo, anche internet inquina, questa è la verità. L’enorme macchina tecnologica, che dà vita al web, ha un impatto ambientale piuttosto importante. Tuttavia, ciascuno di noi ha il potere di invertire questa tendenza e ridurne gli effetti.

Ho deciso di trattare questo argomento, perché l’etica e l’ambiente sono due fattori fondamentali in cui credo fermamente. Per lavoro mi occupo di formazione: mi impegno nel creare consapevolezza nell’uso delle nuove tecnologie, per aiutare persone e aziende a muoversi in sicurezza nell’ecosistema digitale.

Dunque, ritengo importante che tutti siano consapevoli dell’impatto di Internet sulla salute del pianeta. Ecco qualche utile suggerimento, che puoi implementare subito, per limitarne i danni.

Responsabilità ambientale digitale

Ogni volta che usi un social, fai una ricerca con Google, oppure spedisci un’e-mail, da qualche parte nel mondo un albero muore. Ti sembra stia esagerando? Ok dai, forse sì.

Eppure, la tecnologia informatica genera emissioni di CO2 fin dalla fase iniziale di produzione dei dispositivi. Gli smartphone, ad esempio, contengono diversi elementi chimici, chiamati “terre rare”, estratti dalla crosta terrestre con tecniche invasive e impattanti sull’ambiente.

Dobbiamo inoltre sapere che, se i nostri smartphone sono funzionanti e connessi h24, è grazie all’esistenza di enormi server che bruciano energia in continuazione, per mantenere il servizio sempre attivo. Anche la conservazione di foto e video nei cloud comporta un continuo dispendio di energia e contribuisce al riscaldamento globale.

Secondo The Shift Project (think tank francese che lavora per un’economia sostenibile), l’inquinamento creato dall’uso dei dispositivi digitali rappresenta quasi il 4% delle emissioni globali (di cui un terzo causato dal porno online). È un dato triplicato negli ultimi dieci anni e cresce a ritmi vertiginosi, ogni anno: internet inquina più del traffico aereo mondiale. Sembra incredibile, ma è vero.

Ognuno di noi, nel suo piccolo, può fare qualcosa per ridurre questa tendenza devastante. Il pianeta è la nostra casa, dove andremo a vivere quando lo avremo distrutto? Dunque, se internet inquina, come possiamo ridurne l’impatto ambientale?

Consiglio #1: rendi green il tuo smartphone

Le connessioni del tuo smartphone, o tablet, consumano energia: Bluetooth, Wi-Fi, GPS. Meglio disattivare queste funzioni quando non ti servono. Ma non solo, puoi rendere ancora più green il tuo smartphone anche così:

  • metti il cellulare in modalità aereo (o spegnilo) durante la notte;
  • chiudi le app che non stai usando ed elimina quelle che non usi;
  • non scaricare nuove app se non ti sono strettamente necessarie. Finiresti per dimenticarti di averle, mentre loro continuano a lavorare in background;
  • chiudi sempre le finestre web non utilizzate, non lasciarle aperte neppure in background;
  • usa i social con moderazione;
  • scollega il caricabatteria quando la carica è al 100%.

Infine, chiediti se è proprio indispensabile possedere sempre l’ultimo modello e magari abbandonare un dispositivo ancora funzionante, sapendo che le preziose risorse impiegate per produrlo sono state sottratte dal pianeta a caro prezzo.

Consiglio #2: stacca la spina

Forse non lo sapevi, ma i computer a batteria inquinano meno di quelli fissi. Quindi, se puoi, scegli un pc portatile. Spegni il pc quando non serve ed evita di lasciarlo in stand-by. Stacca i caricatori dalle prese quando non sono in funzione, in questo modo eviterai che anche una minima quantità di energia vada dispersa. Lo stesso vale per il televisore e gli altri dispositivi tecnologici di casa.

Sostenibilità digitale: una trasformazione necessaria

La conservazione dei dati e il funzionamento dei server richiede un’enorme quantità di energia. Un data center consuma quanto una cittadina di 21 mila persone, e nel mondo ci sono almeno 8 data center. Non si salvano nemmeno le criptovalute, la cui generazione produce in un anno più anidride carbonica di un milione di voli transatlantici.

I “big” del mondo sono corsi ai ripari: per ridurre i costi di raffreddamento Facebook ha trasferito parte dei server nel nord della Svezia, Amazon nel nord della Cina, mentre Microsoft li ha inabissati nel Mar della Scozia.

Proprio questi grandi leader mondiali hanno deciso da tempo di convertirsi alle energie rinnovabili: Apple utilizza già il 100% di energia eolica e solare, mentre Microsoft ne sfrutta il 50% (la restante metà ha una carbon footprint pari a zero). Amazon si sta impegnando nella conversione alle rinnovabili e Google, grazie all’impiego dell’intelligenza artificiale, è riuscito a ridurre il consumo dei data center del 40%.

Questo impegno basterà? Certo che no. Infatti, ben il 70% dell’energia necessaria al funzionamento di internet, deriva ancora da combustibili inquinanti.

Cosa possiamo fare? Ciascuno di noi ha un impatto quotidiano, ma possiamo alleggerirlo notevolmente con le giuste pratiche.

Consiglio #3: alleggerisci la memoria

Cerca di alleggerire la memoria dei tuoi device. Conserva foto e video in dischi fissi e scarica il materiale pesante dagli archivi di smartphone e dai cloud. Elimina le foto doppie, o sfocate, e scattane una minor quantità. Spesso, purtroppo, tendiamo a perdere l’immenso significato che una foto può racchiudere.

Se vuoi sapere come proteggerti su internet leggi questo articolo.

facebook inquina

Internet inquina, anche con video, musica e news

Proseguiamo nella nostra analisi, per capire in quali altri modi Internet inquina. Le piattaforme di video streaming generano l’80% del traffico dati a livello mondiale, che solo nel 2018 corrispondeva a 306 milioni di tonnellate di CO2. Praticamente, quando guardi un video di 10 minuti su YouTube stai contribuendo alla produzione di 35 grammi di CO2. Se guardi un video di un’ora stai inquinando come un frigorifero acceso per un anno.

L’industria della musica non è da meno. Credevi che la plastica impiegata per vinili e cd fosse inquinante? Briciole in confronto al mercato informatico, che supera i 350 milioni di chilogrammi di gas serra all’anno.

Se pensavi che sfogliare un giornale fosse una scelta anti-ecologica, dovrai ricrederti. Recenti ricerche hanno dimostrato che leggere un quotidiano cartaceo, anziché le notizie online, riduce la produzione di CO2 del 20%.

Consiglio #4: ritorna alle vecchie abitudini

Perché quindi non fare un passo indietro? Torniamo a guardare i film in dvd, seduti sul divano di casa con birra e popcorn, magari in compagnia di qualche buon amico.

Leggiamo il giornale al mattino, a casa o al bar, mentre assaporiamo un buon caffè. Ne gioverà il nostro benessere, oltre che quello dell’ambiente.

Google inquina, eppure tu puoi fare molto

Una singola ricerca su Google produce 10 grammi di anidride carbonica. In un solo secondo Google elabora 47 mila richieste ed emette 500 kg di CO2. In un’ora fanno 30.000 kg, in un giorno 720.000 kg e in un anno ben 268.800 tonnellate. Cifre da capogiro.

Divertiti (si fa per dire) visitando COO2GLE, un progetto di Joana Moll, che mostra in tempo reale la quantità di anidride carbonica prodotta da Google.

Consiglio #5: usa bene i motori di ricerca

Limita le ricerche. Se conosci già l’indirizzo web che vuoi raggiungere, digitalo direttamente nel browser, senza passare da Google. Con questa attenzione, puoi ridurre fino al 75% le ricerche.

Esiste un’alternativa, si chiama Ecosia, è un motore di ricerca che dichiara di utilizzare i profitti per piantare alberi nelle zone del mondo dove ce n’è più bisogno. La home page di Ecosia riporta già oltre 80 milioni di alberi piantati.

È preferibile effettuare le tue ricerche dal portatile, che assorbe 1/5 di wattora in meno. Il consumo si abbassa ulteriormente se la ricerca viene effettuata da tablet o smartphone.

google inquina

L’email inquina, tuttavia puoi ridurne l’impatto

Una singola e-mail consuma quanto una lampadina lasciata accesa per 2 ore. Una e-mail senza allegati provoca l’emissione di 4 grammi di CO2 nell’atmosfera, mentre con un allegato di 5 Gb ne produce 50.

Rispondere a una mail con un semplice “Grazie” equivale a un consumo di 25 wattora (unità di misura derivata dell’energia, data dalla potenza di un watt mantenuta per un’ora).

Ti stai chiedendo come sia possibile? I servizi di posta elettronica che usiamo dal pc di casa o in ufficio, in realtà dipendono da grossi data center, che per funzionare utilizzano molta energia.

Ogni 8 e-mail inviate, si genera un inquinamento pari a 1 km percorso in automobile. E pensiamo all’impatto su scala mondiale calcolando che, ad esempio, un’azienda con 100 dipendenti produce circa 13 tonnellate di CO2, che corrispondono a 13 voli da Parigi a New York andata e ritorno.

Quel che è peggio, dei 250 miliardi di e-mail inviate nel mondo ogni giorno, almeno l’80% è spam.

Consiglio #6: riduci la posta elettronica inutile

Evita l’invio di e-mail superflue e fai a meno di mettere in copia chi non serve: ogni destinatario aggiunto è un’altra e-mail che parte (e inquina). Non inviare allegati inutili e limita il peso dei file che invii, preferendo possibilmente un link per il download.

Non iscriverti a troppe newsletter; se lo hai fatto, puoi sempre cancellarti. Ricordati di svuotare la cartella spam e il cestino, e limita le e-mail archiviate.

In poche parole: fai pulizia, perché la conservazione delle e-mail “in giacenza” comporta un continuo dispendio di energia. Infine, evita di stampare le e-mail se non è assolutamente necessario.

Internet inquina: ma siamo noi a usarlo

Immagino che sarai sorpreso da questi dati. Pensa a tutti gli account su social e piattaforme varie che hai aperto e abbandonato: ciascuno di essi comporta emissioni inutili. Perché allora non cancellarsi?

Ripensare alla propria presenza online anche in ottica green è un guadagno sicuro in tutti i sensi. Le nuove tecnologie non vanno demonizzate e non devi certo smettere di usarle, ma la consapevolezza dell’impatto delle tue azioni sull’ambiente ti permette di non abusarne. Internet inquina, ma siamo noi a usarlo.

Consiglio #7: esci dalla rete

Senza lasciarti prendere dal panico, è il momento di ripensare all’uso (o abuso) che stiamo facendo della tecnologia.

Quante ore preziose della nostra vita abbiamo sprecato scorrendo il dito su uno schermo, anziché dedicare quel tempo alle persone che amiamo? Rompere questo circolo vizioso è utile, anzi necessario.

Ti lascio con una proposta: dedica un giorno alla settimana a una vita senza tecnologia. È un’impresa ambiziosa? Potrebbe sembrare così, ma ne gioverà la nostra salute tua, degli altri e dell’ambiente!

Siamo noi, anche se in minima parte e indirettamente, i responsabili dell’inquinamento. Ma possiamo fare qualcosa ogni giorno, per ridurre le emissioni di gas serra e limitare i rischi dovuti al riscaldamento globale.

Prova ad usare lo strumento gratuito presente sul sito carbonfootprint.com per calcolare la tua impronta ecologica e cerca di migliorarla nel tempo. Piccoli cambiamenti costano poco a ciascuno di noi, ma se uniamo le forze il cambiamento diventa importante.
Basta poco, a volte basta… non rispondere a una e-mail!

“È inutile per l’uomo conquistare la Luna,
se poi finisce per perdere la Terra.”

François Mauriac

L’utilizzo consapevole della tecnologia aiuta a preservare l’ambiente, ma non dimenticare che la tua sicurezza viene prima di ogni cosa.
Se vuoi sapere come gestire al meglio l’immagine della tua azienda, contattami per una consulenza.


Informazioni su Paloma Donadi

Amo il digitale quasi quanto la carta stampata. Vivo ogni giorno la magia di creare qualcosa che prima non c’era. Trasformo l'immagine di aziende e professionisti in comunicazione efficace, funzionale, etica e possibilmente "green".

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